{"id":628,"date":"2012-01-02T00:43:56","date_gmt":"2012-01-01T23:43:56","guid":{"rendered":"http:\/\/gab-bellinzona.ch\/?p=6109"},"modified":"2021-07-12T17:03:47","modified_gmt":"2021-07-12T17:03:47","slug":"fiorenzo-marchesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gab-bellinzona.ch\/online\/fiorenzo-marchesi\/","title":{"rendered":"Fiorenzo Marchesi"},"content":{"rendered":"<h1><strong>I 70 anni di Fiorenzo<\/strong><br \/>\ndi Beatrice Lundmark<\/h1>\n<p>L\u2019atletica: un grande amore, la passione di una vita intera. Fiorenzo Marchesi ha dedicato pi\u00f9 di 50 anni della sua vita all\u2019atletica, da quando ne aveva 17 fino a oggi, e probabilmente lo far\u00e0 ancora per molti anni, sia come atleta, sia come allenatore, con un palmar\u00e8s d\u2019eccezione che include diverse medaglie ai campionati svizzeri, 35 selezioni con la nazionale, 6 partecipazioni in Coppa Europa, 5 campionati europei indoor (4 volte in semifinale e una volta in finale!), un campionato europeo all\u2019aperto nei 110 H (semifinale), 3 titoli mondiali e 4 titoli europei Master.<\/p>\n<p>I primi passi in questo splendido sport li ha mossi verso la fine degli anni Cinquanta, quando le piste erano in carbonella, una sorta di terriccio nero tipo quello dei campi da tennis (il Tartan non era stato ancora inventato), il cronometraggio era manuale, non c\u2019era il photofinish bens\u00ec un filo di lana all\u2019arrivo e chi lo toccava per primo vinceva, e i tempi venivano presi manualmente da alcuni cronometristi posizionati su una scaletta presso l\u2019arrivo. Ma per rivivere l\u2019ambiente e le emozioni di queste gare ce ne parla proprio Fiorenzo che le ha vissute in prima persona: \u201cA Lugano l\u2019appuntamento era fisso, tutti i gioved\u00ec sera; eravamo un gruppo molto affiatato, ci si trovava e si decideva sul momento che gare fare, ovvero: c\u2019era in calendario la data della gara, ma non il programma, che veniva deciso sul posto dagli atleti, senza tutte le complicazioni che ci sono oggi per organizzare un meeting. Io all\u2019inizio mi allenavo per il mezzofondo, ma ho fatto anche diverse gare di decathlon e ho provato quasi tutte le discipline, ricordo le gare di salto in alto e salto con l\u2019asta dove si atterrava in sabbia e non era facile rimanere integri, anche perch\u00e9 si saltavano gi\u00e0 delle belle misure, con l\u2019asta saltavo 3,20 m e una volta cadendo mi sono rotto un polso\u2026 Poi ho capito che la mia disciplina erano gli ostacoli; nelle prime gare che ho fatto non c\u2019erano ancora i blocchi di partenza, si scavavano delle piccole fosse dove mettere i piedi per<span class=\"Apple-converted-space\">&nbsp;<\/span>darsi la spinta e partire; non si provavano quasi mai gli ostacoli nel riscaldamento per non rovinare la pista. Ricordo inoltre le discussioni all\u2019arrivo, i cronometristi erano in 4 a prendere il tempo del primo che arrivava e solo uno sul secondo e sugli altri, quindi c\u2019erano sempre contestazioni. Le gare una volta erano cos\u00ec, pi\u00f9 amatoriali, pi\u00f9 divertenti c\u2019era meno l\u2019oppressione del risultato, eravamo un gruppo di amici che si trova il gioved\u00ec sera e decideva il programma della serata.\u201d<span class=\"Apple-converted-space\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/gab-bellinzona.ch\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/45fiorenzo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-6110\" src=\"http:\/\/gab-bellinzona.ch\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/45fiorenzo.jpg\" alt=\"\" width=\"862\" height=\"687\"><\/a><\/p>\n<p>Nonostante l\u2019ambiente amichevole e rilassato, i risultati c\u2019erano eccome! Fiorenzo arriv\u00f2 diverse volte in semifinale ai Campionati europei e una volta addirittura in finale, uguagliando un record europeo sulle 50 yard ostacoli e 4 record svizzeri indoor. \u201cPer questo devo soprattutto ringraziare i miei allenatori, in particolare Probst e Calvesi, che mi hanno insegnato molto. Ricordo una volta al meeting internazionale di Viareggio, prima delle Olimpiadi di Monaco, l\u2019allenatore di 4 atleti americani tra cui Davenport e Milburn, che poi vinsero l\u2019oro e l\u2019argento ai Giochi, disse ai suoi atleti di guardare la mia tecnica sugli ostacoli e che erano fortunati che correvo i 100m in 10\u201980 e non in 10\u201940, altrimenti rischiavano&#8230;<span class=\"Apple-converted-space\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<p>Grazie a Probst e Calvesi ho anche ottenuto 3 limiti per i Giochi Olimpici, ma poi la federazione non mi ha portato&#8230; Negli anni \u201980, vista la mia lunga esperienza, ho deciso di iniziare ad allenare e ho portato diversi atleti a fare medaglie ai campionati nazionali, Chico Cariboni, Mimo Balestra, Nathalie Zamboni, Monica Pellegrinelli che partecip\u00f2 anche ai Mondiali di Tokyo nel 1991 e Paolo della Santa alle Olimpiadi di Sydney nel 2000, per citarne alcuni. Come allenatore ho sempre cercato di studiare il programma in base alle caratteristiche dell\u2019atleta e di trasmettere la mia esperienza e la mia passione. A livello emotivo \u00e8 un\u2019esperienza molto coinvolgente: quando i miei atleti gareggiano e vanno bene, mi emoziono; a volte, se dopo la gara scompaio e non mi trovate, \u00e8 perch\u00e9 vado in disparte a sfogare le mie emozioni..\u201d<span class=\"Apple-converted-space\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<p>Fiorenzo Marchesi \u00e8 tutto questo, un grande atleta, un grande allenatore, un grande uomo; appassionato, severo ed esigente, ma con un grande cuore \u2026 Non dimenticheremo mai quello cha ha fatto per la nostra atletica, un grande grazie e tantissimi auguri per l\u2019importante traguardo dei 70 anni!<\/p>\n<p><em><span class=\"Apple-converted-space\">&nbsp;Attivit\u00e0 2011<\/span><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I 70 anni di Fiorenzo di Beatrice Lundmark L\u2019atletica: un grande amore, la passione di una vita intera. 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