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Chico Cariboni: la filosofia dell’atletica
Novembre, lunedì sera. Una pioggia fine ma insistente cade e l’aria frizzante invoglia a ritirarsi nelle proprie case, al calduccio, coperta sulle gambe e televisore acceso. L’ora solare non aiuta, alle 18 è buio pesto, ma ciononostante, allo stadio sembra pieno giorno. La luce dei fari illumina l’anello rosso e i gruppi GAB si allenano, come sempre. La pausa annuale (tre settimane scarse) si è esaurita in ottobre e questo periodo, che a dire il vero invoglia alla letargia (siamo pur sempre mammiferi!), è invece un importante momento di carico di lavoro in prospettiva stagione 2017.
Ecco passare un gruppo insolitamente numeroso, atlete e atleti uno in fila all’altro, dalle bocche nuvole di vapore, le gambe che girano a ritmo, i visi concentrati nella ripetuta. È il gruppo del mezzofondo, il gruppo di Chico Cariboni. Anima storica del sodalizio GAB, dopo essersi messo al collo due volte l’oro ai Campionati Svizzeri sul doppio giro di pista e aver collezionato altri numerosi successi, Chico ha continuato a dedicarsi anima e corpo all’atletica leggera, entrando in Comitato 20 anni fa (!) e diventando nel contempo allenatore. Persona carismatica, Chico, i suoi atleti lo cercano con gli occhi, ascoltando e facendo tesoro di ogni consiglio, di ogni rinforzo positivo che, puntualmente ma mai gratuitamente, arriva. “Non siamo mica qui a pettinare bambole” dice talvolta sorridendo Chico. Ed è vero, allo stadio si suda parecchio, si arriva a toccare il limite delle proprie possibilità, eppure… eppure il gruppo è numerosissimo, e conta tanti giovani. Quei giovani che oggigiorno vengono purtroppo spesso etichettati come “fannulloni”, “pigri”, sempre attaccati ai loro smartphones… No, questi sono giovani che si distinguono, che scelgono di faticare e di dedicarsi con impegno a una disciplina che richiede continuità e serietà, undici mesi all’anno. Non hanno paura di stancarsi, la loro energia è contagiosa, si stimolano a vicenda e danno una sferzata di energia positiva anche a quegli atleti un po’ meno giovani, come chi scrive queste righe ;).

Di questi giovani, Sabrina Innocenti, con il suo immancabile e splendido sorriso, è un ottimo risultato della filosofia GAB: fin dalla tenera età, “allenare” in modo variato e completo, anche attraverso il gioco, quelle competenze che danno completezza al gesto atletico e permettono al corpo di svilupparsi in modo armonioso, senza anticipare i tempi.
“Dal 2012” ci spiega Chico, “ho potuto dedicarmi con più attenzione a Sabrina, che è cresciuta nel vivaio GAB. Lei è il prototipo dell’atleta che ha seguito alla perfezione la filosofia della nostra società. E i risultati intermedi si sono visti in questi ultimi due anni. Intermedi, perché lavorando in questo modo, Sabrina (e come lei gli altri atleti cresciuti in modo analogo) può ambire a ottenere il meglio di sé nei prossimi 7-8 anni. Pur essendo incappata in un grave infortunio in gennaio, Sabrina ha continuato a lavorare con serietà e fiducia e, dopo la delusione per la mancata partecipazione ai Campionati Svizzeri Assoluti, ha coronato le sue fatiche con un meritatissimo argento ai CS giovanili, andando poi a concludere la stagione con un personale sulla sua disciplina preferita. Sono segnali che la ripagano dell’importante investimento fatto e la rilanciano con rinnovata motivazione nella stagione a venire. Tutto questo è possibile grazie al feeling e alla fiducia che si instaurano reciprocamente tra atleta e allenatore, ma anche grazie alla struttura societaria, che permette a questi giovani, una volta raggiunti i 13-14 anni, di trovare una diversificazione negli allenatori che consenta loro di scoprire la disciplina specifica che maggiormente si avvicina alle loro competenze. Ci sarà quindi chi andrà nel gruppo di Fiorenzo Marchesi per allenarsi soprattutto sugli ostacoli, chi con Michele Rüfenacht e Alberto Brunelli si concentrerà sulla velocità e sui lanci, chi invece sentirà di voler fare qualche giro di pista in più e verrà nel mio gruppo. Tutti però, indistintamente, avranno già capito e fatta propria la serietà e la disciplina tramandata già da anni da Fiorenzo Marchesi, oltre alle competenze atletiche introdotte a partire dai gruppi scolari e approfondite nel gruppo gestito da Monica Pellegrinelli e Michela Cariboni. Tra qualche anno si vedranno i frutti di questo lavoro. “
Ma se mantenere il focus sull’obiettivo è importante, vedere e sentire la passione tramandata a questi atleti fa pensare che il percorso svolto sia già buona parte del risultato sperato. Grazie di cuore ai monitori prima e agli allenatori poi, che permettono questa continuità.

[fonte: Attività 2016]